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VANITY FAIR ITALY, SEPTEMBER 2020

Il marchio che ha conquistato María Pedraza, Ester Expósito e Angelina Jolie: da dove viene l’ispirazione di Elisabetta Franchi?

Dita Von Teese e le star di Élite hanno una stilista in comune.

Abbiamo incontrato Elisabetta Franchi.



Lo stile rétro e le spille a forma di serpente che spiccavano su tantissimi modelli di Elisabetta Franchi sono diventati due dei segni distintivi della modella e attrice Dita Von Teese. L’artista e la stilista sono cresciute in un’industria che non sempre riconosce il merito, ma in cui entrambe hanno trionfato grazie alla loro tenacia. E proprio Von Teese è uno dei più fulgidi esempi della donna secondo Elisabetta Franchi: elegante e consapevole del proprio valore.

La storia dell’imprenditrice riflette appieno quest’immagine. Elisabetta Franchi ha creato il suo marchio quando ancora non aveva risorse sufficienti per crescere in modo esponenziale né tenere il ritmo dei più grandi. Il suo impegno non è mai venuto meno fin da quel giorno del 1998 in cui ha deciso di lanciarsi nel suo progetto, inaugurando un piccolo atelier nella sua città natale, Bologna. Due anni dopo ha conosciuto quello che sarebbe diventato suo marito, Sabatino Cennamo, tristemente scomparso nel 2008: è lui il grande investitore che ha dato fiducia ai disegni di Betta, il nomignolo affettuoso con cui la chiamano amici e conoscenti. Betty Blue è il nome del marchio con cui la stilista ha iniziato a farsi strada nel mondo fino al 2012, quando ha deciso di abbandonarlo per creare il brand che porta il suo nome. Il resto è storia.

Oggi la donna Elisabetta Franchi ha molte ambasciatrici. In Spagna, le due attrici di Élite María Pedraza e Ester Expósito hanno sfoggiato i suoi capi in più di un’occasione. L’ultima, particolarmente importante, è stata la cerimonia dei premi televisivi spagnoli Feroz nel 2019. Anche Sara Carbonero, Adriana Ugarte e Vanesa Romerosi sono affidate alla Maison, una scommessa di stile che è valsa loro un posto fra le meglio vestite. La storia di Elisabetta Franchi è scritta dalle celebrity che scelgono le sue creazioni.

Lungo la strada per diventare quella che è oggi, Elisabetta è riuscita a conquistare la fiducia di donne autorevoli nell’industria della moda e nel mondo dello spettacolo, che si rivolgono a lei per le mise delle occasioni speciali. Dita Von Teese è stata fra le prime a sceglierla per eventi prestigiosi come le cerimonie di premiazione, ma non è l’unica: Angelina Jolie, Eva Longoria, Katy Perry e Georgina Rodríguez sono alcuni dei nomi importanti che hanno indossato un abito Elisabetta Franchi. La stilista spiega il fenomeno in modo semplice, ma senza ridurlo a una pura casualità. “Le vip di tutto il mondo adorano i miei capi perché le fanno sentire profondamente femminili e sensuali, senza mai cadere nel volgare”, ci racconta.

E questa femminilità, insieme alla versatilità e all’eleganza, è una delle cifre stilistiche della Maison. Una qualità presente in quello che secondo Elisabetta è l’abito perfetto: nero, taglio dritto, il classico Sheath Dress, proprio quello che indossa Dita Von Teese. “L’abito perfetto esiste: è il semplicissimo tubino. “A volte, in viaggio, trovo qualcosa che attira la mia attenzione e lo trasformo in uno stimolo per sviluppare la creatività, ma può capitare anche nel giardino di casa. Un tramonto, un libro, un posto nuovo, un’opera d’arte o soltanto osservare la natura. Ma sono le donne le mie principali muse ispiratrici, chiudo gli occhi e immagino un viaggio che è solo mio. A partire da quella visione butto giù i primi bozzetti, dai quali alla fine prenderà corpo la sfilata”: così la stilista spiega il suo processo creativo.
Elisabetta Franchi è un’ambasciatrice del Made in Italy e i suoi modelli rappresentano alla perfezione la donna mediterranea. Una delle ultime e più importanti decisioni che ha preso è stata quella di bandire le pellicce. “Grazie alla nostra collaborazione con la LAV, la Lega Anti Vivisezione, ho scoperto che gli animali vengono uccisi in modo barbaro per fare i vestiti. Così sono diventata una paladina dei loro diritti,” spiegava a Vanity Fair alla fine del 2018.
Oggi, in una prospettiva più ampia, la stilista è consapevole del dovere di promuovere la sostenibilità sia nelle case grandi e piccole dell’industria della moda, sia nella vita privata. “Ho sempre contribuito alla salvaguardia del pianeta adottando politiche per proteggere quello che amo, gli animali,” dice. Dopo aver eliminato le pellicce dalle sue collezioni, ha fatto lo stesso con la lana d’angora e la piuma d’oca. Ogni piccolo passo conta.