CINCO DIAS SPAGNA, AGOSTO 2018

Elisabetta Franchi: “Il futuro della moda passa dal non usare pelli animali”

  • La stilista italiana apre la Boutique a Marbella che si aggiunge a quelle di Madrid e Tenerife
  • E’ una grande attivista nella lotta dei diritti degli animali e permette a tutti i suoi collaboratori di portare i propri animali in ufficio

L’Italia è uno dei paesi più influenti nel mondo della moda. Ben lo sa la stilista Elisabetta Franchi (Bologna, 1968), una delle maggiori ambasciatrici del Made in Italy. Tutta passione e stile, ha da poco aperto la Boutique di Marbella (Malaga), la terza in Spagna che va ad aggiungersi a quelle di Madrid e Tenerife. Assicura che il mercato spagnolo è molto importante per lei perché “le donne spagnole rappresentano Elisabetta Franchi”. Inoltre, la grande quantità di turismo che queste località attirano, permettono alla marca di raggiungere un maggior numero di clienti.

D. Perché hai deciso di dedicarti al mondo della moda?
R. E´ qualcosa di molto forte che sentivo dentro fin da piccola. E’ qualcosa di istintivo che non si può imparare. Ho iniziato a disegnare fin da piccolissima, era qualcosa che mi piaceva e divertiva moltissimo e che tutt’oggi mi gratifica. Se non avessi potuto diventare stilista mi sarebbe piaciuto diventare una stella della pop però non ho mai pensato di mettere da parte la mia passione per la moda.

D. A cosa ti ispiri quando devi creare?
R. Mi ispiro a donne che non nascondono la propria femminilità e non hanno paura di mostrare la propria sensualità. Per tutte le mie creazioni cerco un’ispirazione concreta. Solitamente è una donna forte, non solo bella esteticamente, ma anche intelligente. Sensuale e con carattere. Per questa collezione nello specifico mi sono ispirata ad una grande attrice italiana molto famosa negli anni settanta, Monica Vitti.

D. Come combina il suo lavoro creativo da stilista con il ruolo di direttrice generale della marca?
R. La marca sono io, questo mi aiuta a tenere tutto sotto controllo e ad avere una visione completa dell’attività. La mia testa non smette mai di pensare, nemmeno per quanto riguarda l’aspetto più economico. Lavoro 24h al giorno 365 giorni all’anno.

D. Sempre più marche optano per non utilizzare pelli animali nelle proprie collezioni; pensi che l’industria della moda stia diventando più responsabile?
R. Si, la tendenza va chiaramente in questa direzione. Quando io incominciai questa battaglia del fur-free (campagna conto l’utilizzo di pelli animali nell’industria della moda) ero praticamente sola. Eravamo Stella McCartney ed io; dopo hanno iniziato ad aggiungersi altri grandi nomi come Versace, Armani, Hugo Boss… e vi sono sempre più brand che stanno iniziando a lavorare in questa direzione. Io credo che sia assolutamente il futuro della moda.

D. Tutti i suoi capi sono confezionati in Italia?
R. Si, il disegno e la produzione vengono realizzati in Italia, l’unico che viene prodotto in India sono ad esempio le paillettes e questi piccoli dettagli perché sarebbe impossibile realizzarle in Italia. Per il resto tutto inizia e finisce in Italia. E’ qualcosa che gli italiani hanno nel DNA. Un modo di fare le cose in maniera semplice ed artigianale, una tradizione che unisce tutti gli stilisti italiani. Sappiamo che abbiamo la responsabilità di mostrare a tutto il mondo l’importanza e la bellezza del Made in Italy.

D. Si sta perdendo il valore dell’artigianalità nel mondo?
R. Purtroppo credo di si, vi sono molte marche italiane che fanno parte di grandi gruppi della moda e ovviamente, facendo parte di un agglomerato così grande, c’è il rischio di perdere un po’ tutto ciò che è artigianale. Le marche italiane sono comunque molto forti e cercano comunque di mantenere le proprie radici e le proprie tradizioni, come dicevo prima l’artigianalità è qualcosa di naturale che fa parte del nostro DNA. Dobbiamo essere forti per proteggere tutto ciò che di artigianale vi è in ogni marca.

D. Quali sono gli obiettivi principali per l’industria della moda?
R. Non è un mercato facile. Oggi puoi avere il più grande dei successi però, sfortunatamente, domani la situazione può già essere cambiata. E´ un mondo completamente differente da altri settori come ad esempio quello della alimentazione dove se hai un’idea, puoi portarla avanti facendo più o meno sempre il solito. Per esempio, Barilla è Barilla, però il mondo della moda non è altrettanto facile. Bisogno sempre stare attenti a ciò che la gente vuole e a ciò che tu stai proponendo. Senno un giorno puoi stare in alto ed il girono seguente fallire.

D. Come stilista hai una voce molto potente, è anche questa una responsabilità?
R. Assolutamente si, il fatto di essere un personaggio pubblico aiuta le lotte come la difesa dei diritti degli animali o del concetto di Made in Italy. Oggi abbiamo molti mezzi di comunicazione e i social networks, come Instagram, che io stessa utilizzo, per essere il più trasparente possibile con tutte le donne che mi seguono. Il messaggio che voglio trasmettere è che il mondo della moda è un mondo che affascina molto però non è tutto rose e fiori come sembra, dietro vi è moltissimo lavoro, molta dedizione e sacrificio. Se qualcuno vuole dedicarsi alla sua passione deve avere gli obiettivi molto chiari e sapere che bisogna lottare per poterli conseguire.

D. E´ vero che i tuoi collaboratori possono portare i propri animali a lavoro?
R. Si, nel 2008 nacque il programma “Dog Hospitality” che permette a tutti i miei collaboratori di venire in ufficio con i propri animali. Qualunque tipo di animale, cani, gatti, tartarughe… Io ho otto cani e fortunatamente ho la possibilità di lasciarli a casa con qualcuno che li curi però non tutti hanno questa possibilità. Oltretutto, le persone che hanno un animale si rilassano e lavorano meglio.