ELLE POLONIA, FEBBRAIO 2020

IL GLAMOUR ITALIANO

In poche parole: femminili e sontuose. Così vengono definite le collezioni di Elisabetta Franchi. Abbiamo incontrato la fondatrice di questo impero della moda italiana a Varsavia.


Quale pensa che sia il pezzo forte del suo design?
Sicuramente il body. Ho creato diverse versioni di questo capo: da quello ispirato allo stile kimono, al modello in pizzo, chiffon o con lo scollo a V. Tutti molto eleganti e perfetti per la sera.

Come è approdata al mondo della moda?
Già da quando ero bambina sapevo che donna sarei voluta diventare e cosa avrei voluto indossare. Quando sono diventata grande ho trasformato la mia visione in un progetto concreto ed ho creato l’immagine, oggi riconoscibile, del mio brand, Elisabetta Franchi.

Ha creato un impero. Qual è la ricetta del suo successo?
Il potere femminile. Ho imparato tanto da mia madre. Era una donna estremamente forte. Ha cresciuto me ed i miei cinque fratelli da sola. E’ grazie a lei che sono diventata una self-made woman e che il mio brand oggi conta quasi due milioni di followers su Instagram. Ma il successo non cade dal cielo. Ogni giorno provo a trasmettere che lavorare nello svavillante mondo della moda non è una passeggiata. Farsi un nome in questo settore comporta tanta forza di volontà e sacrificio.

Ha fondato il suo business intorno al 1990.
Si, prima disegnavo e vendevo i miei abiti. Questo mi ha permesso di confrontarmi in prima persona con le esigenze delle mie clienti. Quando ho fondato il mio brand e affrontato le prime vere sfide, ricordavo tutte le loro richieste, i loro suggerimenti, le lamentele. Ancora oggi le mie creazioni rispondono alle necessità delle donne. La differenza è che al giorno d’oggi i social media ci permettono di accedere in tempo reale ai feedback del nostro pubblico.

Sulla scia del fenomeno #metoo movement, molti designer hanno modificato lo stile delle loro collezioni, rendendole meno sexy. Qual è la sua posizione su questo tema?
Non penso che una donna debba vestirsi come un uomo per essere presa sul serio nel suo contesto lavorativo. Il fatto che esprima la sua sensualità non vuol dire che non abbia un cervello. Una donna può essere femminile ed avere successo nel business, in amore, definendo i suoi confini.

Il mondo della moda ha anche messo in atto delle azioni per la protezione e la difesa del nostro pianeta. Qual è la sua posizione sullo sviluppo sostenibile e sull’eco-design?
Dopo Stella McCartney sono stata la prima a rimuovere materiali che contribuiscono all’uccisione e sofferenza degli animali. Ho eliminato l’uso della pelliccia ed il 95 % dei miei accessori sono di eco-pelle. Faccio molta attenzione a questo aspetto non solo al lavoro ma anche nella mia vita privata. Lo sviluppo sostenibile rappresenta un grande impegno, ma si può iniziare dai piccoli gesti, come ad esempio fare la raccolta differenziata della spazzatura.

Sviluppo sostenibile vuol dire anche acquistare di meno. Come questo può essere conciliato?
Gli americani ci hanno dato il pronto-moda, ci hanno insegnato come disegnare e produrre enormi quantità di abiti. All’inizio nessuno pensava che questo approccio ci si sarebbe potuto ritorcere contro. Nel lungo periodo i consumatori hanno perso il loro rispetto per l’abbigliamento, mentre le case di moda, nella loro spassionata ricerca di profitto, hanno iniziato a prestare meno attenzione all’estetica e ai dettagli. Penso che dovremmo acquistare, ma meno spesso e con più libertà. Sopratutto, dovremmo scegliere prodotti di qualità e di lunga durata. Questa è una delle ragioni per cui le mie collezioni sono senza tempo.

Ha vestito molte celebrity…
La mia celebrity preferita è Angelina Jolie. Non solo perchè è molto bella, ma perchè mi ha colpito. Ha iniziato la sua carriera come attrice ribelle ed ora è madre di sei bambini e Ambasciatrice dell’UNICEF. E’ una donna che si è fatta da sè, e questo è il tipo di donna che amo vestire. La mia icona non ha bisogno di essere famosa, il suo status non è importante; quello che conta è l’essere autentica, in quello che si fa e in cui si crede, oltrepassando i propri confini.

Al giorno d’oggi sembra che la moda sia “libera” per tutti. Lei si attiene a delle regole?
Provo a non svelare troppo e a non esagerare. A volte si può essere più sexy indossando un dolcevita, che una scollatura pronunciata.

Qual è il suo pezzo d’abbigliamento preferito?
Stivali, leggings e camicia bianca, cioè quello che indosso di solito.

Cosa potrebbero imparare le donne polacche da quelle italiane?
Le donne italiane sono molto forti ma allo stesso tempo incredibilmente femminili. Vedo un’enorme forza nelle donne polacche, ma ho l’impressione che siano ancora troppo rigorose quando si parla di moda. Sono troppo severe con loro stesse e credo che a volte debbano “sbottonarsi” un pò di più.