VOGUE - PORTOGALLO

VOGUE PORTOGALLO - INTERVISTA - MARZO 2018

LA CASA NELLA PRATERIA
Per ogni stagione c’è una lista di trend, le it-shoes, le it-bags o qualunque altro must che compaia in passerella. E poi c’è Elisabetta Franchi.
Elisabetta Franchi crea al suo ritmo e secondo il suo desiderio. La scorsa stagione, la designer ha tralasciato i coloratissimi capi di ecopelliccia e i suoi power suits e ha omaggiato Evita Peron.
Questa stagione, Elisabetta ha voltato le spalle ai trend atletici e floreali e ha deciso di intraprendere un viaggio tra i campi di grano in America nella seconda metà dell’Ottocento con i suoi grandi cappelli a tesa larga e lo stile bucolico degli abiti che prendono forma nei materiali come la seta e il tulle.
La sfilata si apre con il sole che sorge da un’enorme schermo che inonda la passerella di una romantica luce color arancio che sembra uscita da un romanzo di Willa Cather.
La color palette prende vita attraverso la natura, i ricordi usciti da un antico baule si fondono con un’idilliaca modernità.
“La mia collezione si ispira ad una donna circondata dalla poesia della natura, un ritorno alla tradizione e alla purezza rappresentato dai tessuti leggeri e dai pizzi”, come spiega la designer a Vogue Portogallo che, come una spugna, assorbe tutto ciò che i suoi occhi vedono e li trasforma in creazioni.
Elisabetta parla ad una “donna forte, sensuale, autentica e sicura di sé” proprio come le donne che sono state da sempre le sue icone di stile, Kate Moss e Jaqueline Kennedy Onassis. “Il mio concetto di donna si è evoluto nel tempo, culminando nell’idea di una donna che non ha bisogno di essere provocante, ma seducente.” E c’è qualcosa di più seducente del moltiplicarsi dei dettagli e della leggera trasparenza che emerge in un design che apparentemente non sarebbe poi così sexy?
Elisabetta è nata a Bologna nel 1968, è la terza di cinque figli, e da bambina viveva una sua fantasiosa vita parallela in cui le sue bambole e i vestitini che creava per loro avevano tutta la sua attenzione.
Nel 1996 la sua immaginazione ha preso vita.
La designer è cresciuta e si è evoluta nel tempo ma ha sempre mantenuto il Made in Italy come riferimento nelle sue etichette e nel suo cuore, ed è anche un’attivista impegnata nella difesa dei diritti degli animali (nel 2014 ha eliminato le piume e l’angora dai suoi capi, nel 2013 ha creato il progetto Dog Hospitality, permettendo ai suoi dipendenti di portare i propri cani al lavoro e nel 2015 ha realizzato la collezione EF loves dogs continuando così ad operare in aiuto degli animali) e ha associato il suo nome ad un brand importante, fondato su valori forti che non vanno mai fuori moda.
La sfida si rinnova con l’arrivo di una nuova generazione di consumatori sempre più informata e consapevole di come vuole vestire.
La capacità di non farsi prendere da mere strategie di marketing e l’abilità nel saper distinguere ciò che vale davvero rende la prateria di Elisabetta Franchi il luogo perfetto – cruelty free, forte e irresistibilmente sicuro di sé – in cui passare la prossima estate.