S MODA - SPAGNA

S MODA SPAIN - INTERVISTA - MARZO 2018

NOSTALGIA 2018
La femminilità non cambia, si evolve soltanto, come afferma Elisabetta Franchi, che adorna il suo universo con pizzi e ricami
Narrativamente il suo percorso potrebbe essere paragonato ad un racconto che colloca il suo “c’era una volta” in una cameretta a Bologna. Da lì la piccola Elisabetta sognava di vestire tutte le ragazze del mondo mentre disegnava vestiti per le sue bambole. Oggi il suo brand fattura più di cento milioni di euro all’anno, include 250 dipendenti e sfila a Milano. “La collezione creata per questa primavera si ispira al cambiamento sociale che sperimentò la donna alla fine del XIX secolo: quando inizia a cercare libertà, indipendenza ed un ruolo proprio nella società” afferma. Volant, pizzi e nostalgia vittoriana per costruire un guardaroba emancipato. “Mi sento la portavoce di una femminilità evoluta, quella di una donna consapevole che cerca prima di tutto di amare se stessa”. Franchi, che iniziò la sua carriera lavorando come commessa, ha la convinzione di saper interpretare le altre donne, sue eguali: “Stare a contatto diretto con le donne è l’unico modo di capire davvero cosa amano”. E come le suffragette che ispirano la sua collezione, sa cosa significa affrontare il potere precostituito: “Essere imprenditrice significa dover lottare molto più di un uomo”. Però non si lamenta, “perché quando lotti per ottenere qualcosa, raggiungere l’obiettivo ha il gusto della soddisfazione”.

LIRISMO VICINO
“La qualità è fondamentale per me, per questo faccio una selezione rigorosa dei materiali”, sottolinea Elisabetta Franchi. Il suo prêt-à-porter viene fatto in Italia per controllare la produzione e poter regolare al massimo i prezzi.