HELLO FASHION RUSSIA, GIUGNO 2018

HELLO! FASHION GRECIA – INTERVISTA – ESTATE 2018
MADE IN ITALY

ELISABETTA FRANCHI parla a HELLO! FASHION

DI ARIS KAVATZIKIS

FOTO: MATTIA BETTINELLI, SPLASH/ IDEAL IMAGE, CLOTHES & ACCESSORIES: ELISABETTA FRANCHI

Leggeri tessuti trasparenti combinati con cappelli teatrali, fiocchi ricchi e colori si alternano armoniosamente definendo una femminilità irresistibile attraverso la modernizzazione dei classici.

L'abbiamo incontrata al Grand Resort Lagonissi. Ama il mare e la natura. È forte, ma allo stesso tempo molto umana. Ama le donne, per le quali disegna le sue collezioni, ma anche gli animali, dal momento che rifiuta l'uso della pelliccia nelle sue creazioni, inoltre molti amanti degli animali adorerebbero lavorare nella sua compagnia, dato che i dipendenti della sua sede di Bologna possono portare al lavoro i loro amici a quattro zampe. Con donne come Amal Clooney e Angelina Jolie che indossano spesso le sue creazioni, Franchi dà prova di essere una donna che non si arrende mai, nemmeno di fronte a una perdita molto importante.

È la tua prima volta in Grecia. Cosa sai del nostro paese?
Sono soprattutto a conoscenza della crisi finanziaria che state attraversando e che vi è piombata addosso come un uragano. La Grecia è stata nelle prime pagine dei giornali a livello globale, ma è una guerriera e lotta per superare questa situazione. Per me è importante sapere cosa succede nei luoghi in cui apro negozi infatti ho un rappresentante molto importante qui, la signora Pagoni. Non voglio entrare nei dettagli, ma so che il posto "più felice" in Grecia in questo momento è Myconos.

È come se stessimo parlando di un altro Paese.
Si, capisco. Mykonos è un mondo a parte.

Quando è stato il tuo primo contatto con la moda? Chi potresti considerare il tuo primo cliente?
Vengo da una famiglia umile. Quindi avevo solo una bambola. Andavo in giro con le forbici in mano, cercando di trovare qualcosa che potessi tagliare, così da poter creare vestiti per questa sola e unica bambola. Più tardi, alle superiori, anche se i miei vestiti erano modesti, cercavo sempre quel dettaglio che potesse rendere unico il mio outfit. Credo di essere nata con una dote particolare:l’ho capito molto presto. Quindi, anche se non avevo gli strumenti giusti, li ho cercati. Perciò posso dire che la mia prima cliente era la mia povera bambola. Cosa le ho fatta passare!

Che tipo di donna sceglie di vestire Elisabetta Franchi?
Una donna guerriera, ma anche femminile e sensuale. Amo le donne che non rifiutano la loro natura. Una donna può essere sensuale senza esagerare. Siamo nate donne e dobbiamo andare avanti con i nostri sforzi e i nostri meriti.

Anche se viviamo in un’epoca in cui la femminilità viene “additata”?
Soprattutto ora dopo gli scandali delle molestie sessuali. Credo che ci siano due tipi di donne; quella combattente, che è riuscita ad ottenere potere e si siede dietro la sua scrivania allo stesso livello di un uomo, e colei che preferisce scegliere la via più facile. Questi due tipi di donne esistono ancora nella mente degli uomini. Ma credo anche che nel nostro mondo esista un tipo di donna bella che cerca di dimostrare che non è solo carina, ma intelligente e capace di raggiungere posizioni elevate. In sostanza, il punto di partenza è l'insicurezza degli uomini. Se una donna di aspetto normale si siede alla scrivania di un uomo, viene accettata. Se invece lo fa una bella donna, non è accettata. È una filosofia fallocratica che appartiene ai secoli passati, che a quanto pare l'uomo porta ancora dentro di sé. Oggi, credo che le donne sappiano come farsi valere e rispettare anche indossando un abito aderente, e il mondo si sta muovendo nella giusta direzione. È davvero un periodo difficile, ma le donne riescono ad emergere sempre di più.

Qual è stata la maggiore difficoltà che hai dovuto affrontare fino ad oggi?
La morte di mio marito nel 2008. È morto nel giro di quattro mesi. Non solo è stato difficile a livello personale, ma anche professionalmente, dal momento che sono stato chiamato a gestire ciò che qualcuno chiamerebbe un "lavoro da uomo". Mi sono armata di forza e oggi sono la direttrice creativa di una Maison con un fatturato di 110 milioni di euro, e gestisco anche la parte commerciale dell'azienda. Potrei disegnare una gonna attillata e l’attimo dopo scendere una rampa di scale per guardare i bilanci. In altre parole, mi sono ritrovata a continuare da sola qualcosa che abbiamo iniziato insieme. Mantenni la calma e in questi quattro mesi ho iniziato a fare tutto quello che faceva lui. E continuo ancora oggi.

Si è risposata?
No, ma da otto anni ho un compagno con cui ho un figlio, mentre ho avuto una figlia con mio marito. Il mio attuale compagno è la mio primo fidanzato, che all’epoca lasciai per mio marito!

Come un film americano!
Direi come una soap opera. Quando scoprì che ero una vedova, si era appena separato e venne a cercarmi, perché aveva ancora dei sentimenti per me – ero stata il suo grande amore - ma lo avevo lasciato per un altro uomo.

Lavora anche lui nella sua azienda?
Affatto! Lui fa un lavoro completamente diverso. E mentre io in ufficio sono una designer, una donna d'affari, mille cose diverse, quando torno a casa sono una compagna e una madre. Non parlo mai di lavoro. E quando, a volte, mi lamento: "Alan, sono un po 'stressato stanotte", mi riporta indietro subito, dicendomi "Non sei al lavoro!"

Come mai ha scelto di vivere a Bologna?
E’ la mia città, sono nata li’, è la terra che mi trasmette un’enorme dose di energia. La sede principale dell’azienda si trova a Bologna, e’ un bellissimo spazio di 7.000 metri quadrati immerso nel verde. Non voglio voltare le spalle al mio DNA, a quello che sono ed alle mie origini. Strategicamente, Milano rappresenta certamente la capitale della moda, ed ho un bellissimo show room di cinque piani lì, ma le mie collezioni sono nate a Bologna. Comunque, il centro di Milano dista solo 45 minuti dal centro con il treno ad alta velocita’.

La natura e’ importante per lei?
Molto! Voglio poter toccare la terra dovunque io viva. Pensi che nella mia casa di Bologna la mia camera da letto si trovava al primo piano inizialmente. Quando l’ho ristrutturata, ho spostato la mia camera al piano terra. Ho anche fatto costruire una vetrata, cosi che quando mi sveglio al mattino mi sembra di essere in giardino La mattina, il canto degli uccellini mi sveglia, è come bere ginseng. Sono intensamente legata alla terra, sento che se mi trasferissi in citta’ mi spegnerei.

Da dove ha preso ispirazione per le sue collezioni?
Questa è una domanda che mi fanno spesso e non so mai cosa rispondere. Non si diventa una designer studiando. A scuola si impara la storia della moda e del design, ma non si puo’ impare cio’ che non puo’ essere descritto a parole, ma è un dono naturale. O ce l’hai o non ce l’hai! Ci sono giorni in cui non riesco a disegnare nenache un punto sulla carta, e giorni in cui non riesco a stare al passo con tutto ciò che ho in mente. Quattro foglie che cadono dai rami di un albero possono aprirmi un intero mondo. Per qualcun altro sono solo foglie cadute, per me rappresentano un viaggio. Quando creo, metto le mie cuffie e ascolto la mia musica preferita. La musica è la mia “droga”. Mi metto le cuffie ed entro nel mio mondo. Se penso ad Evita Peròn, divento come lei (ha disegnato una collezione inspirata alle donne simbolo dell’Argentina). Se parliamo della collezione Primavera Estate 2018, mi sono profondamente immersa nel 1800, quando le donne indossavano gonne scampanate e stivaletti alla caviglia, mentre nell’ultima collezione Autunno – Inverno, mi sentivo Monica Vitti.

Ogni sua collezione ha una Colonna Sonora, vero?
Esattamente! E quando si avvicina la sfilata, so già quale canzone accompagnerà le modelle in passerella.

Ha mai disegnato una collezione sulla quale ha trovato difficoltà a trovare l’ispirazione?
Non esattamente. Ma esiste una fase in cui non sai se quello che hai immaginato e disegnato può essere realizzato. E’ come quando parti per un viaggio, non ci credi fino a che non arrivi a destinazione. C’è suspance in questo processo, fino a che il capo non viene realizzato, indossato e dutante il fitting posso dire: “Eccolo, ce l’abbiamo!”.

Ha parlato di Evita Perόn. Quali sono le donne che ammira?
Donne con la D maiuscola. La Perόn, nonostante le sue umili origini, non è solo diventata la moglie del Presidente dell’Argentina, ma Evita Peròn. Donne che si distinguono perchè sono nate con qualcosa di speciale dentro di loro. Al giorno d’oggi ci sono tre donne che stimo molto. Amal Clooney, una donna coraggiosa, distinta avvocatessa, una donna dotata di classe e di uno stile maestoso. Angelina Jolie, principalmente per la sua progressione: da essere una ragazza ribelle, artefice dei propri errori, è diventata una madre di sei bambini, che si batte in qualità di Ambasciatrice del UNHCR (Programma delle Nazioni Unite a difesa dei rifugiati), vestendosi con grande classe. Ce n’è anche una terza, che ho sempre seguito, si tratta di Victoria Beckham. Mi piace scavare in profondità nella personalità delle persone. La Beckham era membra di uno dei più famosi gruppi musicali degli anni ’90, le Spice Girls, ma in un’intervista, al tempo, rivelò che quella non era la sua vita, non si sentiva felice quando saliva sul palcoscenico a cantare. Non si sentiva se stessa, preferiva stare nel backstage, non sul palco. Oggi ha dimostrato ciò che realmente è: una bravissima mamma ed una fantastica fashion designer. Ha realizzato il suo desiderio, è coraggiosa.

Amal Clooney e la Jolie hanno indossato i suoi vestiti molte volte. Le ha mai incontrate?
No! Sono lieta che abbiano deciso di indossare I mie abiti, perchè le amo non solo per quello che sono ma anche per quello che rappresentano. Amal non è la Sig.ra Clooney, è Amal. Personalità molto forti. Quando queste personalità indossano le mie creazioni, beh sì, la mia felicità raggiunge le stelle.

Qual’è il suo sogno?
Sono una grande sognatrice. Sogno che Dio mi dia abbastanza tempo per godere della mia vita. Amo la vita e avendo vissuto un tale lutto personale, ho sempre paura che qualcosa di brutto possa succedere all’improvviso. Sogno di vivere più tempo possibile.

C’è qualcosa che è Elisabetta Franchi per definizione?
Sensualità. Dovunque io sia, se incontro una donna che emana femminilità, scopro solo dopo che indossa Elisabetta Franchi. Sono certa che una donna sensuale possiede almeno uno o due dei miei capi nell’armadio.

Lei è una donna dinamica e forte. Si deduce immediatamente. E’ anche romantica?
Si.. Oggi tendiamo a concentrarci sul fascino di una persona di successo, senza chiederci quale sia stato il costo per arrivare cosi’ in alto, e come ci si è arrivati. Certamente esistono persone fortunate che hanno avuto sucesso senza che nessuno ne capisse il perchè, ma la maggior parte delle volte, le persone che ce l’hanno fatta e sono state capaci di mantenere la posizione raggiunta, sanno cosa significhi la responsabilità, il sacrificio e il duro lavoro. Dato che tante giovani ragazze mi seguono sui social media, provo a comunicare loro che dietro Elisabetta Franchi, non c’è solo una bella casa, una bella macchina e la passerella, ma una donna che ha iniziato da zero, che ha attraversato momenti difficili, ed ha scalato la vetta. Se questa donna è qui oggi, è di certo un dono, ma anche il frutto di sacrifici e forza di volontà. I giovani di oggi credono che tutto sia possibile, e vogliono arrivare in alto senza fare sacrifici. Dovremmo spiegare loro che nulla è facile; non lo è per il calciatore che deve segnare la Domenica e neppure per il cantante che deve esibirsi sul palco. C’è sempre un backstage che non vediamo.

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HOLLYWOOD AMA ELISABETTA FRANCHI

L’ossessione creativa della designer per la moda, l’ha portata a diventare una Star internazionale. Dettagli floreali, la predominazione del colore bianco e la superiorità del minimalismo sono I suoi tratti distintivi.

La stilista è stata fotografata con indosso le sue stesse creazioni nel nuovo negozio Eponymo all’interno del centro commerciale Golden Hall. Il brand è caratterizzato da eleganza femminile e lusso.