PICCOLO MAGAZINE RUSSIA, GIUGNO 2019

INTERVISTA PICCOLO MAGAZINE (RUSSIA)


1. Ogni stilista ha la sua fonte d’ispirazione nel creare i propri capolavori. Lei è sempre ispirata da un’unica fonte o cambia ogni volta? Quale sarebbe?

Traggo ispirazione da qualunque cosa. Mi piace sedermi nel mio giardino in mezzo alla natura con un bicchiere di vino alla sera e far viaggiare la mente. Mi ispiro a tutto ciò che attira la mia attenzione: può essere un tramonto, un libro, una foglia che si posa per terra, un nuovo viaggio.

2. Il suo brand supporta il Fur Free Retail program ed ha eliminato la pelliccia animale dalla produzione. Quanto questa innovazione influisce sulla produzione e sulle vendite? Qual è stata la reazione del suo pubblico?

Quando ho preso la decisione di eliminare la pelliccia animale dalle mie collezioni, i miei collaboratori erano molto preoccupati circa l’esito che questa forte scelta avrebbe potuto avere sulle vendite, in particolare in mercati come la Russia, a tal punto da cercare di dissuadermi. Sono andata avanti con estrema determinazione pensando:”Chi mi ama mi seguirà”, ed infatti così è stato. Non ci sono state ripercussioni sulle vendite, del resto chi acquista i miei abiti sposa un mondo di valori ed una filosofia, che fanno parte di me, e la rende anche propria.

3. Secondo lei, qual è la caratteristica che accomuna le ragazze e le donne che indossano Elisabetta Franchi?

Sicuramente l’essere Donne con la D maiuscola, a prescindere dall’età anagrafica. La caratteristica che più le accomuna è la femminilità, senza mai scadere negli eccessi e nella volgarità.

4. Quando ha deciso di creare abiti non solo per le donne ma anche per le bambine? Cosa l’ha spinta a farlo?

Sono anch’io una mamma e ad un certo punto della mia carriera ho sentito l’esigenza di dedicarmi anche alle più piccole, che si apprestano a diventare delle Donne. La collezione EF La Mia Bambina è nata nel 2017 e a Gennaio dello stesso anno è stata presentata al Pitti Bimbo a Firenze.

5. Qual è la principale differenza tra abiti da donna e abiti da bambina?

Nel mio caso cambia poco. Ricreo gli abiti più rappresentativi della collezione anche in versione petit, facendo sfilare le bambine accanto alle modelle sulla passerella. Del resto mi piace trattare queste mini creature come se fossero delle piccole donne, evitando sicuramente quel tocco di malizia in più che su una donna a volte non guasta.

6. Quando disegna gli abiti da bambina, qual è la cosa più importante per lei: far sì che siano femminili ed eleganti come tutti gli abiti Elisabetta Franchi, oppure rappresentare lo stile baby?

Sicuramente mantengo i tratti distintivi del brand e dello stile Elisabetta Franchi, con un tocco di innocenza in più.

7. Dilemma di tutte le donne che sognano di diventare donne in carriera: “E’ possibile conciliare il business con l’essere una madre perfetta? O è necessario sacrificare qualcosa? È difficile per lei conciliare i due ruoli?

Premesso che a mio avviso non esiste una madre perfetta, è possibile conciliare le due cose, pur facendo qualche sacrificio. Io ne sono l’esempio vivente. Per diverso tempo le responsabilità che mi schiacciavano non mi hanno permesso di trascorrere tempo con i miei figli. Ma sono anche consapevole che ho fatto tutto questo anche per loro e che un giorno forse mi ringrazieranno. Cerco di dargli tutto ciò che non ho avuto da piccola ed oggi riesco a ritagliarmi del tempo che è solo per loro, staccando da tutto il resto.

8. Cosa sognano i suoi figli? Chi vorrebbero diventare da grandi?

Ginevra sogna di fare la stilista seguendo le orme della sua mamma, Leone di diventare un ballerino di successo.

9. Lei supporta le loro idee o ha un’altra visione della loro carriera futura?

Voglio che loro siano felici, non devono per forza fare gli artisti o timbrare il cartellino, ognuno trova la felicità nella propria dimensione.

10. Si ricorda il momento della sua infanzia in cui ha deciso di diventare una designer?

Certamente. Tutto è iniziato dalla mia bambola Betty. Quando ero una bambina sognatrice, la vestivo con gli stracci che trovavo in giro per casa, in assenza di altro. Sapevo già allora cosa volevo fare e lo perseguivo a mio modo con i miei modesti mezzi, non avendo tante barbie o vestiti da principessa con cui giocare.

11. Ha un motto che ripete a se stessa e che l’ha accompagnata durante il suo percorso di vita motivandola a non arrendersi?

Sì, ed è proprio “Non mollare mai! Never give up!”

12. Cosa vedremo nella sua prossima collezione Elisabetta?

Sarà una sorpresa!